
Un successo che ha il sapore della classica impresa. Sotto di due reti e per di più in inferiorità numerica, a seguito del cartellino rosso rimediato da Accrachi in chiusura di primo tempo, il Fregene esce prepotentemente fuori alla distanza nella seconda parte della ripresa, si aggiudica di larga misura l’atteso derby con i cugini del Borgo Palidoro (5-2) e, al quarto tentativo, corona il classico sogno nel cassetto di passare per la prima volta stagionale alla cassa a riscuotere l’intera posta in palio. Dopo una prima mezz’ora di studio, la formazione del presidente Schiavi sblocca il punteggio al termine di una lineare azione impostata sulla corsia destra: Savarino favorisce l’inserimento di La Ruffa, che a sua volta crossa in piena area un invitante pallone, Pacelli non riesce a intervenire e Gabrielli da pochi passi regala il vantaggio ai borghigiani. Il Fregene, in chiusura di tempo, rimane in dieci per l’espulsione di Accrachi. L’attaccante si strattona in area con Romano, a seguito di un passaggio filtrante dalla destra di Rizzitelli: il direttore di gara non ha dubbi, reputa il suo intervento da cartellino rosso e lo manda anzitempo sotto la doccia. Il Borgo Palidoro, agevolato nel proprio compito dalla superiorità numerica, dopo pochi minuti dal rientro in campo dagli spogliatoi, consolida il vantaggio: Finucci vince un contrasto nella propria metà campo, avanza indisturbato sino all’area di rigore e serve sulla sinistra Franchi, che a sua volta crossa alla perfezione per Gabrielli. La punta non si lascia sfuggire l’occasione propizia, fa centro con un preciso colpo di testa e regala il doppio vantaggio alla sua squadra. Partita chiusa? Neanche per sogno. Mister Natalini, con grande acume tattico, ridisegna la propria squadra con due cambi mirati: fuori Pacelli e Di Saverio, dentro il baby portiere Sannino e Cifarelli. Animato da una grande voglia di riscatto, il Fregene cambia marcia e, a metà frazione, accorcia le distanze con il solito Davì. Il capitano, ben appostato all’interno dell’area piccola, ribadisce in rete da pochi passi una conclusione del neoentrato Cifarelli respinta da Tattoni. Tale marcatura carica sotto il profilo emotivo i ragazzi del presidente Patassini, i quali acciuffano il pareggio, poco più tardi, in maniera piuttosto fortunosa: Giustini entra in area dalla sinistra e calcia forte sul primo palo, trovando l’opposizione di Tattoni. Sulla susseguente respinta del portiere borghigiano, Finucci prova ad allontanare il pericolo, ma la sua conclusione carambola su Romano e finisce in fondo al sacco, scatenando l’esplosione di gioia dei biancorossi per aver raddrizzato una gara che ai più appariva seriamente compromessa. Rinfrancato nel morale, il Fregene al giro di lancette numero trentacinque ribalta del tutto il risultato a proprio favore per merito di Sardone, bravo a girare di testa in rete un preciso cross dalla sinistra di un compagno. I biancorossi, sulle ali dell’entusiasmo, vanno a segno per la quarta volta con Zambrini, il quale intercetta una corta respinta di un difensore rivale e insacca con un preciso destro dell’interno dell’area. La settima e ultima rete si registra al novantesimo. Il Fregene fa cinquina su calcio rigore, decretato dall’arbitro per un fallo commesso da Tattoni ai danni di Cifarelli. Dagli undici metri, l’esperto Bruno non sbaglia, fa centro con un preciso tiro di destro a incrociare e rende più rotonda una vittoria assolutamente vietata ai malati di cuore. Il Borgo Palidoro, di riflesso, non può fare altro che mordersi le mani per aver dilapidato, nell’ultimo quarto di gara, una situazione di duplice vantaggio pur giocando in undici contro dieci.
Antonio Gravante
© RIPRODUZIONE RISERVATA