
Un marcato predominio territoriale, esercitato per gran parte dei novanta minuti, non basta all’Unipomezia per sfruttare al massimo il fattore campo contro il Chieti. La formazione del presidente Valle si fa imporre la divisione della posta dai teatini (0-0), subisce l’allungo del Fossombrone, vittorioso a sorpresa sull’Ancona, prossima avversaria dei rossoblù nei quarti di finale di Coppa Italia, e condivide l’ottava posizione a pari merito con il quartetto composto da Termoli, Maceratese, San Marino e Vigor Senigallia, ma con una sola lunghezza di vantaggio dalla zona play-out. I rossoblù impostano la gara con grande intensità e costringono gli abruzzesi ad avere un baricentro piuttosto basso, ma risultano poco incisivi in fase di finalizzazione della manovra. L’episodio più rilevante della prima frazione si registra al ventiquattresimo minuto. Una punizione calciata da Binaco genera un batti e ribatti in piena area. Il pallone poi finisce in rete. Il direttore di gara, tra le proteste dei pometini, annulla tale segnatura per la posizione irregolare di un giocatore di casa. La ripresa, per grandi linee, ricalca l’inerzia della prima frazione. L’Unipomezia continua a spingersi in avanti e, al quinto giro di orologio, sfiora la marcatura con Ippoliti. Il duttile centrocampista calcia di destro dal limite dell’area e spedisce la sfera per una questione di centimetri sopra la traversa. Successivamente ci prova il generoso Forner, decisamente tra i migliori in campo, a forzare il bunker difensivo neroverde, ma si vede ribattere il tiro da un avversario. La squadra di Casciotti, nella fase centrale del tempo, forza ulteriormente il ritmo nella speranza di trovare la giocata giusta per andare a dama. Ma non vede premiati i propri sforzi. L’ultimo quarto d’ora, tutto sommato, diventa abbastanza spigoloso tra contrasti decisi e proteste. Il Chieti, piuttosto sornione sino a quel momento, prova a far male di rimessa, ma Gariti disinnesca ogni insidia con personalità e tempi d’intervento impeccabili. L’Unipomezia getta il cuore oltre l’ostacolo sino al termine del match, ma non riesce a pungere negli ultimi sedici metri e, per forza di cose, si trova costretta a uscire dal campo con un punto in tasca.
Antonio Gravante
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