
Due risultati su tre a proprio favore non bastano alla vicecapolista W3 Maccarese, nell’ultima giornata della regular-season, per completare l’opera e staccare il pass per i play-off nazionali. La formazione allenata da mister Francesco Colantoni stecca lo scontro diretto del “Tamagnini” con il Civitavecchia (2-1), subisce l’aggancio in classifica dagli stessi nerazzurri e, come da regolamento, sarà costretta a giocarsi l’accesso alla poule-promozione in uno spareggio contro Luciani e compagni. I ragazzi di Castagnari partono forte e, dopo un paio di minuti, imbastiscono la prima occasione degna di nota della gara: Vittorini, servito in profondità da Funari, aggredisce lo spazio vuoto, entra minaccioso in area, ma a dispetto delle sue acclarate doti realizzative non inquadra il bersaglio grosso. La W3 Maccarese, al contrario dei portuali, fa del cinismo la sua qualità migliore e, alla prima occasione favorevole, sblocca il punteggio su calcio di rigore, decretato dal fischietto di Livorno per un contatto in area tra Catese e Guiducci. Ad incaricarsi della trasformazione, come al solito, è lo specialista Follo, il quale spiazza agevolmente Romagnoli e si toglie la soddisfazione personale di realizzare la rete numero venticinque in campionato. Consapevole di non potersi permettere il lusso di sbagliare, il Civitavecchia avanza immediatamente il baricentro e, a metà periodo, perviene al pareggio per merito di Luciani, il quale si coordina alla perfezione, a seguito di un cross con il classico contagiri di Avellini, e trafigge Oliva con una splendida conclusione di collo pieno. I bianconeri provano a reagire e mettono i brividi al numeroso pubblico di fede nerazzurra presente in tribuna con il generoso Fe. L’esterno scheggia la parte alta della traversa con un tiro-cross dalla corsia destra. Il Civitavecchia riparte di slancio e, cinque minuti dopo la mezz’ora, sigla la rete del sorpasso per merito di Gagliardi, il quale intercetta una corta respinta di Oliva, sugli sviluppi di un corner, calcia di prima intenzione dall’altezza dei sedici metri e incastra la sfera sotto la traversa. I nerazzurri, sulle ali dell’entusiasmo, continuano a fare la partita e, nelle battute finali del primo tempo, vanno vicinissimi due volte al tris con Luciani e Vittorini. Il primo calcia in pratica a botta sicura, ma esalta i riflessi dell’estremo difensore bianconero, mentre il secondo, al termine di un pregevole spunto personale, opta per la soluzione di potenza. L’attento Oliva, anche in questo caso, risponde presente e permette alla sua squadra di andare negli spogliatoi con il minimo svantaggio. La W3 Maccarese, nel corso della ripresa, prova a raddrizzare la situazione sfavorevole, ma non riesce a pungere in attacco. Il pacchetto di difesa nerazzurro fa buona guardia e sbroglia sul nascere ogni situazione delicata. I ragazzi di Colantoni, tutto sommato, hanno una chance importante intorno alla mezz’ora: Catese intercetta la sfera sulla trequarti campo e serve un assist perfetto a Ferrari. Il grande ex di turno, a tu per tu con Romagnoli, sbaglia clamorosamente l’impatto con il pallone e non inquadra lo spazio delimitato dai tre legni. I bianconeri, non avendo in pratica alternative, chiudono generosamente la gara in avanti, prestano inevitabilmente il fianco alle ripartenze dei padroni di casa e, in pieno extra-time, rischiano di capitolare per la terza volta: Rossetti, subentrato a Vittorini, indirizza la sfera sotto l’incrocio dei pali del limite dell’area, ma Oliva, con un prodigioso intervento plastico, nega la gioia del gol alla punta portuale. Il direttore di gara, subito dopo, decreta la fine delle ostilità. Il Civitavecchia centra in pieno il proprio obiettivo, la W3 Maccarese, invece, esce dal campo con il morale sotto i tacchi per aver dilapidato, nelle ultime tre giornate, una dote di cinque punti di vantaggio sui nerazzurri. Il discorso secondo posto, fondamentale per continuare a cullare il sogno promozione, viene per forza di cose rimandato a domenica prossima. W3 Maccarese e Civitavecchia si ritroveranno di fronte nella splendida cornice del “Francesca Gianni”. Il verdetto al campo.
Antonio Gravante
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