
Un boccone amarissimo da mandare giù. La Fortitudo Pomezia incassa una sconfitta casalinga che brucia enormemente, non solo per il risultato finale, ma soprattutto per le modalità con cui si è consumata. Un ko maturato al termine di quaranta minuti in cui i ragazzi del patron Bizzaglia hanno sviluppato una notevole mole di gioco, pagando a un prezzo altissimo tre gravissime sbavature difensive. A festeggiare al Pala Lavinium è la matricola Defender Giovinazzo (2-3), cinica a piazzare la stoccata vincente a soli cinque secondi dal definitivo suono della sirena. Il passaggio a vuoto costa caro anche in termini di graduatoria: Raubo e soci restano inchiodati a quota due punti in classifica e, per forza di cose, sono chiamati ora a una profonda riflessione per invertire al più presto la rotta. La sfida si sblocca al quinto minuto. I baresi passano a condurre per merito di Rezende, il quale approfitta di un clamoroso svarione difensivo e incastra la sfera sotto la traversa dall’interno dell’area. I padroni di casa si spingono a testa bassa in avanti, provano generosamente a ristabilire l’equilibrio e reclamano due penalty per interventi piuttosto dubbi in area pugliese ai danni di Cutrupi e Matteus, ma la coppia arbitrale non ravvisa in entrambi i casi gli estremi per l’assegnazione della massima punizione. Il quintetto di Grassi non si abbatte, continua a fare la partita e, in chiusura di primo tempo, rimette le cose a posto con Taborda, il quale si accentra dalla corsia sinistra, lascia sul posto l’ex Divanei e non lascia scampo a Perez con un chirurgico rasoterra dai sette metri. Anche la ripresa comincia nel peggiore dei modi per i pometini, i quali commettono un errore di posizionamento sugli sviluppi di un corner a proprio favore. Il Defender Giovinazzo sfrutta al meglio l’arma del contropiede e passa di nuovo a condurre con l’ex Cutrignelli. Mister Grassi, nel momento topico del match, si gioca la carta Raubo come power-play. La sua mossa si rivela azzeccata. Proprio Raubo, a due minuti dalla fine, finalizza nei pressi del secondo palo una prolungata azione manovrata e pareggia i conti. La Fortitudo Pomezia non si accontenta del pareggio e continua a schierare il quinto giocatore di movimento per provare a vincere la partita. Questa scelta, tutto sommato, si rivela fatale ai fini del verdetto del campo: Baroni intercetta il pallone a centrocampo, fa centro nella porta sguarnita, regala alla propria squadra la prima e storica vittoria in Serie A e, di riflesso, costringe i pometini ad uscire dal campo a mani vuote e con tante recriminazioni.
Antonio Gravante
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