
L’Unipomezia non riesce ad avere, in questo tratto iniziale di campionato, quella regolarità di rendimento necessaria per attestarsi in pianta stabile nella classica parte sinistra della classifica. La formazione del presidente Valle stecca la sfida esterna con l’Ancona (2-0), accusa il terzo passaggio a vuoto e rimane ferma a quota nove punti alla pari di Maceratese e Sora. La sfida dello stadio “Del Conero” comincia nel peggiore dei modi per i pometini, i quali vanno subito sotto nel punteggio su calcio di rigore, decretato dall’arbitro per un fallo di mano commesso da Binaco. Ad incaricarsi della trasformazione è il bomber Kouko. L’ex Ostiamare spiazza agevolmente Gariti e realizza il quarto gol stagionale. La squadra di Casciotti prova a reagire, ma a metà periodo incassa di rimessa la seconda rete. L’azione parte da Gerbaudo, bravo a spizzare di testa la sfera, nella zona mediana del campo, per favorire l’inserimento di Meola. Il trequartista aggredisce abilmente lo spazio vuoto, si presenta a tu per tu con Gariti, ma con un grande senso di altruismo appoggia la sfera all’accorrente Cericola, il quale fa centro nella porta sguarnita e indirizza il match ulteriormente in discesa. L’Unipomezia prova a reagire e, intorno alla mezz’ora, mette i brividi agli adriatici con Colau, la cui conclusione dai diciotto metri termina di poco sopra la traversa. La ripresa comincia sotto il segno dei dorici, i quali hanno una buona chance con Gerbaudo, ma Gariti fa buona guardia e blocca il pallone. L’undici di Casciotti, sotto di due reti, avanza il baricentro e si spinge a testa bassa in avanti, ma il pacchetto di difesa marchigiano fa al meglio il proprio dovere, vince il duello con gli attaccanti pometini e permette a Salvati di limitarsi a compiere degli interventi di normale amministrazione. L’Ancona, di conseguenza, conduce senza soverchie difficoltà in porto la sesta vittoria nelle ultime sette giornate, scavalca il Teramo, costretto a sua volta al pari casalingo dal Sora, e balza al secondo posto alle spalle della lanciatissima capolista Ostiamare. Giannini e soci, invece, tornano a casa senza alcun punto in tasca, ma soprattutto con la consapevolezza di aver disputato una prova collettiva inferiore alla proprie potenzialità.
Antonio Gravante
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