
Obiettivo minimo centrato, striscia positiva prolungata e una classifica che continua a sorridere. L’Anzio Calcio strappa un prezioso pareggio sul campo del Sassari Latte Dolce (1-1), colleziona il quarto risultato utile di fila e si insedia al sesto posto insieme al quartetto formato da Albalonga, Unipomezia, Ossese e Aranova. La formazione di Guida disputa nel complesso una prova collettiva positiva e torna a casa con un punto in tasca ampiamente meritato. I neroniani partono forte e sfiorano la marcatura con Ambrogi, il quale costringe Cherchi a una provvidenziale deviazione in corner. La replica degli isolani è immediata: Limberti si fa valere sulla corsia esterna e crossa alla perfezione in piena area per l’accorrente Sorgente. L’ex Nocerina alza troppo la mira da posizione favorevole. La sfida risulta molto combattuta: le due contendenti lottano con grinta e determinazione su ogni pallone. L’Anzio Calcio chiude il primo tempo in avanti e, dopo aver sfiorato la marcatura con Meledandri, passa a condurre a ridosso del duplice fischio per merito di Maccauro, bravo a girare in fondo al sacco, con un perentorio colpo di testa, un preciso cross di Franco. Costretto a inseguire il risultato, il Sassari Latte Dolce avanza il raggio d’azione nella ripresa e va vicinissimo al pareggio con Pulina, il quale si ritrova a tu per tu con Lucatelli, ma da buona posizione calcia clamorosamente a lato. I sardi continuano a fare la partita e, poco più tardi, falliscono un’altra occasione importante: Banti pecca di cinismo da pochi passi. La compagine di Fini continua a spingersi in avanti e, a otto minuti dalla conclusione, rimette le cose a posto con Sorgente, lesto a risolvere una mischia in piena area di rigore e a permettere alla propria squadra di muovere per la terza giornata di fila la classifica. Anche l’Anzio Calcio ha validi motivi per sorridere: i ragazzi di Guida salgono a quota dodici punti e, grazie a un gioco corale e nel contempo redditizio, tirano delle somme più che positive sulle prime otto giornate di campionato.
Antonio Gravante
© RIPRODUZIONE RISERVATA