
Una sconfitta che non ammette repliche. La Mirafin crolla sotto i colpi del Monteleone (8-1), incassa un pesante passivo e torna a casa con il morale sotto i tacchi per non essere riuscita a esprimersi al meglio delle proprie potenzialità al cospetto di un’avversaria che ha disputato la classica gara perfetta. Gli umbri scendono in campo con la massima concentrazione e, al terzo minuto, spezzano l’equilibrio con De Camillis, bravo a incastrare la sfera imparabilmente sotto l’incrocio dei pali con una staffilata dalla corsia destra. Gli orvietani, a metà periodo, concedono il bis con Martinozzi, il quale fa valere le sue qualità di tiratore scelto e infila Tartabini dal limite area. La Mirafin riordina le idee e, in chiusura di tempo, cancella lo zero nella casella delle reti all’attivo: Di Eugenio, servito alla perfezione da Potrich, trafigge il portiere rivale con una conclusione di collo pieno. La gioia dei rossoblù, però, dura soltanto quaranta secondi: Ledru iscrive anche il proprio nome a referto e consente ai suoi compagni di andare negli spogliatoi in una situazione di doppio vantaggio. La squadra di mister Mirra parte bene nella ripresa, replica colpo su colpo alle iniziative degli avversari, ma al quarto minuto deve raccogliere per la quarta volta il pallone in fondo al proprio sacco: Fichera da fuori area timbra il classico cartellino e mette una seria ipoteca sulla conquista dei tre punti in palio da parte della sua squadra. La Mirafin, pungolata nell’orgoglio, prova a reagire, ma commette qualche errore di troppo in fase di ultimo passaggio e agevola il compito ai motivatissimi rivali di turno. Il Monteleone, nonostante il rassicurante margine di vantaggio, continua a esprimersi su ottimi livelli e cala il pokerissimo con Ledru, lesto a infilare Tartabini dall’interno dell’area e a firmare la doppietta personale. Mister Mirra successivamente schiera il portiere di movimento, ma a trovare ancora la via del gol sono gli orvietani con Stentella, Martinozzi e l’ex Ardea Tatumirak, i quali rendono ancora più rotonda la prima vittoria in campionato della propria squadra.
Antonio Gravante
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