



La scelta del presidente Gialluca Porciatti di sollevare dall’incarico Paulinho, dopo la disputa della terza giornata, e di affidare la guida tecnica a Fabio Di Melchiorre dà subito i frutti sperati. L’Invictus Ardea suda le proverbiali sette camicie, ma grazie a una rabbiosa reazione piega in rimonta la resistenza di un coriaceo Città di Sora (4-2) e rialza in maniera esponenziale le proprie quotazioni stagionali. Capitan Armenia e compagni, a seguito dei tre punti conquistati sul manto sintetico del Florida Sporting Club, riprendono decisamente la retta via, dopo i due passaggi a vuoto consecutivi accusati con la Buenaonda e la Laundromat Gaeta, e si attestano al centro della graduatoria. I blancoro partono forte e, al primo affondo, sfiorano la marcatura: Kaci colpisce un palo clamoroso dalla lunga distanza. Scampato il pericolo, il quintetto ciociaro fa del cinismo la sua qualità migliore e, alla prima occasione propizia, trova la via del goal con Messias, lesto a capitalizzare una rimessa laterale e a infilare Molitierno con una conclusione di giustezza dall’interno dell’area. L’Invictus Ardea si rimbocca subito le maniche e, a metà frazione, sfiora il pareggio con una splendida giocata in parallela: Nanni, servito in profondità da un compagno, prova la conclusione in estirada, elude l’intervento del portiere, ma si vede voltare le spalle dalla dea bendata: la sfera bacia la faccia interna della traversa, ma non varca la linea di porta. I rutuli continuano a spingersi in avanti e falliscono due ghiotte opportunità con Kaci. L’esperto pivot prima si fa ipnotizzare da Gentili, poi non inquadra lo specchio della porta da posizione favorevole. Il Città di Sora, sul tramonto del primo tempo, mette i brividi ai ragazzi di Di Melchiorre: Reali, con un sontuoso colpo di tacco, serve un assist al bacio per Gallego, il quale spedisce il pallone sul fondo a tu per tu con Molitierno. L’Invictus Ardea comincia la ripresa con il giusto piglio, ma getta alle ortiche l’ennesima occasione nitida da gol. Il generoso Kaci, a seguito di un rapido ribaltamento di fronte, si vede chiudere lo specchio della porta da Gentili. Sulla ribattuta del numero uno ciociaro, prima Armenia e poi ancora Kaci non riescono a piazzare la stoccata vincente. A trovare ancora la via del gol, invece, è il Città di Sora ancora per merito di Messias, bravo a correggere in fondo al sacco, nei pressi del secondo palo, un tiro-cross di Queiroz. Pungolati nell’orgoglio e consapevoli di non potersi permettere il lusso di prolungare la striscia negativa, gli ardeatini moltiplicano gli sforzi e, al nono giro di orologio, dimezzano le distanze con Fred, bravo a sfruttare al meglio un passaggio di Kaci e a infilare con un chirurgico diagonale l’incolpevole Gentili. Rinfrancata nel morale, la squadra di Di Melchiorre, tre minuti più tardi, completa la rimonta con una bella giocata imbastita sull’asse Molitierno-Armenia. Il portiere, con un lungo rinvio con le mani, serve alla perfezione nei pressi del limite dell’area il capitano, il quale controlla elegantemente il pallone, infila Gentili e infonde la giusta carica emotiva nei propri compagni. L’Invictus Ardea, sulle ali dell’entusiasmo, capovolge il punteggio a proprio favore con una grande giocata individuale di Gianluca Nanni. Il numero cinque salta nello stretto due avversari sulla trequarti campo, si presenta tu per tu con il portiere, deposita la sfera in fondo al sacco con uno splendido destro a incrociare e si guadagna gli scroscianti applausi dagli sportivi presenti in tribuna per aver realizzato una rete degna dei migliori palcoscenici nazionali. Il Città di Sora, a due minuti dal definitivo suono della sirena, impiega Gismondo come portiere di movimento nella speranza di rientrare in partita. La squadra di Di Melchiorre si difende con ordine e copre al meglio tutti gli spazi. A blindare la preziosa vittoria ci pensa Molitierno. L’esperto estremo difensore intercetta il pallone, fa centro nella porta sguarnita dalla propria area di rigore e chiude a doppia mandata in cassaforte tre punti che fanno morale e classifica.
Antonio Gravante
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