


Una vittoria che ha le sembianze della grande impresa. Sfoderando una prova collettiva ai limiti della perfezione per quantità e qualità, una motivatissima Fortitudo Pomezia travolge davanti a una splendida cornice di pubblico i campioni d’Italia della Meta Catania (5-1), opera il sorpasso ai danni del Global Work Capurso, sconfitto a sua volta in casa dalla Roma 1927, balza all’undicesimo posto e resta nella scia del terzetto formato da Sandro Abate, Came Treviso e Active Network. Matteus e compagni, nelle restanti quattro giornate previste dal calendario, sono chiamati a guadagnare quantomeno un’altra posizione in classifica per evitare le forche caudine dei play-out e strappare la riconferma diretta nella massima serie calcettistica nazionale. La sfida del Pala Lavinium comincia su ritmi elevati: le due contendenti sviluppano una discreta mole di gioco, deliziano il pubblico presente in tribuna con giocate corali di pregevole fattura e vanno più volte vicini alla marcatura. Gli etnei, tutto sommato, si costruiscono due occasioni nitide dal gol con Podda e Pulvirenti. Il primo colpisce in pieno il palo, mentre il secondo costringe Molitierno una parata dall’elevato coefficiente di difficoltà. La Fortitudo Pomezia, dal canto suo, mette i brividi ai freschi vincitori della Coppa Divisione soprattutto con Dudù e Matteus. Il quintetto di mister Esposito, negli ultimi cinque giri di orologio del primo tempo, passa in pratica alle vie di fatto e piazza un micidiale uno-due con Lara e Dudù, lesti entrambi a farsi trovare al posto giusto al momento giusto nei pressi del secondo palo e a girare in fondo al sacco gli assist di Miguel Angelo e Matteus. La Meta Catania, in ogni modo, non sta soltanto a guardare e, a cavallo delle due marcature rossoblù, mette i brividi a Raubo e soci: Albertigo colpisce il secondo legno di giornata. La compagine siciliana, nella prima parte della ripresa, tenta di rientrare generosamente in partita, ma trova sulla propria strada uno straordinario Molitierno, bravissimo a conservare inviolata la propria porta con alcuni interventi prodigiosi. L’episodio chiave del match si registra a metà periodo. La Fortitudo Pomezia consolida il vantaggio con lo scatenato Miguel Angelo, il quale si esibisce in una splendida azione personale e trafigge Timm con una conclusione di rara potenza e precisione da fuori area. La Meta Catania, a quel punto, decide di giocarsi la tattica del portiere di movimento, ma a trovare ancora la via del gol sono i pometini con il bomber Raubo, cinico a ricoprire il ruolo di terminale offensivo di una rapida ripartenza impostata da Dudù e a blindare la preziosa vittoria. Nelle battute finali della partita si registrano altri due gol. Uno per parte. Gli etnei realizzano la classica rete della bandiera con Luka, mentre i rossoblù calano il pokerissimo con Raubo, il quale firma la doppietta personale dalla propria metà campo. Da segnalare, per dovere di cronaca, che durante l’intervallo della partita, la società del patron Alessio Bizzaglia, nell’intento di unire il passato e il presente nel segno dell’identità sportiva cittadina, ha reso omaggio a una folta rappresentanza dell’Istituto G. Ferro, la prima formazione capace di portare, alla fine degli anni Novanta, la città di Pomezia in Serie A di Calcio a 5.
Antonio Gravante
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