


Penalizzata oltremisura dal cartellino rosso rimediato da Filippo D’Andrea al ventiduesimo giro di lancette, una generosa Ostiamare paga dazio nella splendida cornice dello stadio “Adriatico”, si inchina al blasonato Pescara (2-0), interrompe la miniserie positiva che durava da quattro giornate, subisce l’allungo dell’Atalanta Under 23 e rimane da sola al tredicesimo posto con una sola lunghezza di vantaggio dalla zona play-out. La squadra di D’Antoni ha un buon approccio alla gara e, dopo pochi minuti dal fischio d’inizio, getta alle ortiche una buona chance con Tonin, ex di turno, il quale calcia dall’interno dell’area, a seguito di un preciso passaggio filtrante di Carbone, ma non inquadra lo specchio della porta. La replica degli abruzzesi arriva qualche giro di orologio più tardi: Motta si esibisce in una splendida sforbiciata, ma la sua conclusione in acrobazia termina di poco sopra la traversa. La formazione di Buscè, poco più tardi, colleziona la seconda occasione nitida da gol: D’Ausilio entra minaccioso in area, calcia a incrociare, ma il pallone termina di poco a lato del palo alla sinistra di Vertua. L’episodio chiave della gara si registra a metà tempo: D’Andrea e Capellini vanno a terra dopo un normale contatto di gioco. Il direttore di gara, dopo aver visionato il Football Video Support, estrae il cartellino rosso nei confronti del giocatore biancoviola per un presunto fallo di reazione. Il Pescara, poco più tardi, prova a sfruttare la superiorità numerica e sfiora il vantaggio con Erradi, il quale non riesce a piazzare la stoccata vincente dall’interno dell’area piccola sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina. La sfida si sblocca nel secondo minuto di recupero del primo tempo. La formazione abruzzese passa a condurre per merito di D’Ausilio, il quale approfitta di un controllo maldestro di Cotali sulla trequarti campo, si fa circa cinquanta metri palla al piede e infila l’incolpevole Vertua proteso in uscita. Il Pescara, nella prima parte della ripresa, indirizza il match ulteriormente in discesa con Erradi, il quale si districa in piena area tra due difensori rivali e infila il portiere lidense con un preciso tiro di destro a incrociare. La formazione biancazzurra, forte di due reti di vantaggio, gioca in pratica sul velluto e va vicina al tris con Parigi, il quale indirizza la sfera nell’angolino basso dal limite dell’area, ma Vertua si distende in tuffo ed evita il peggio. L’Ostiamare, dal canto suo, prova generosamente a rientrare in partita nell’ultimo quarto di gara. La formazione di D’Antoni ha una buona chance con il neoentrato Papa Wade, il quale trova l’opposizione di un difensore di casa, bravo nella circostanza a deviare il pallone in corner. I biancoviola chiudono la gara in avanti e tentano quantomeno di realizzare la classica rete della bandiera con Felici. Il numero diciotto indirizza la sfera a fil di palo dal limite dell’area, ma trova la provvidenziale risposta di Fiorillo. L’Ostiamare torna a casa a mani vuote dall’Abruzzo, ma con il rammarico di aver pagato a caro prezzo la severità dell’arbitro in occasione dell’espulsione di D’Andrea. “Siamo partiti bene, abbiamo tenuto nel migliore dei modi il campo nella prima parte della gara contro una grande squadra, poi il cartellino rosso subito ha condizionato la nostra gara – precisa mister David D’Antoni -. L’arbitro si trovava vicino ai due giocatori. Non riesco proprio a capacitarmi di come abbia deciso per l’espulsione di D’Andrea”.
Antonio Gravante
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