
Tanta amarezza e zero punti. Il Rodolfo Morandi incassa per mano di un cinico Academy Ladispoli la prima battuta d’arresto in campionato (0-1) al termine di una gara stregata, decisa unicamente dagli episodi dagli undici metri. Dopo aver ottenuto una vittoria e un pareggio nelle prime due uscite, la formazione del presidente Marino esce dal campo a mani vuote, nonostante una prestazione generosa che avrebbe meritato ben altro finale. L’avvio del match è caratterizzato da una fase di studio prolungata: per i primi venti minuti le due contendenti si affrontano prevalentemente a centrocampo senza affondare il colpo. La squadra allenata da Lodi, all’esordio sulla panchina rossoblù, prova a farsi vedere prima con una conclusione fuori misura di Mastrogiacomo e poi con un’incursione di Russo. Il centravanti entra minaccioso in area, ma trova sulla sua strada un superbo Vicchi, eccezionale nella scelta del tempo dell’uscita a tu per tu con l’avversario. Nel finale di frazione, il Rodolfo Morandi trova il guizzo per sbloccare la gara: Morganti viene steso in area e conquista un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso Morganti, ma la dea bendata volta le spalle ai capitolini: il pallone si stampa contro il palo a portiere battuto. La ripresa si apre nel segno dell’Academy Ladispoli, che al settimo minuto beneficia a sua volta di un penalty. Dagli undici metri va Russo, ma un immenso Vicchi si supera e ipnotizza il rigorista rivale. La sfortuna, però, si accanisce ancora una volta contro i lidensi: sulla respinta del portiere di casa, il più lesto a fiondarsi sulla palla è Mastrogiacomo, che da due passi insacca il gol del vantaggio rossoblù. Sotto di una rete, il Rodolfo Morandi reagisce con orgoglio e cuore. Nell’ultimo terzo di gara, i ragazzi di Cuomo si riversano in avanti a caccia del pareggio, costringendo l’Academy Ladispoli a barricarsi a difesa del risultato. Nonostante la spinta e il forcing generoso di Formisano e soci, la retroguardia di Lodi riesce a reggere l’urto fino al triplice fischio. Un vero peccato per il Rodolfo Morandi, che esce dal campo a testa alta e con la consapevolezza di aver ceduto solo alla sfortuna e agli episodi.
Antonio Gravante
© RIPRODUZIONE RISERVATA


















































