

Un micidiale uno-due griffato da Persichini e Osorio, nelle battute conclusive della gara, consente all’Unipomezia di acciuffare in extremis un punto di platino nella tana del COS Sarrabus Ogliastra (2-2), collezionare il quarto risultato utile consecutivo e confermarsi nella zona medio-alta della graduatoria. La squadra di Casciotti scende in campo con la massima concentrazione e, nel primo quarto d’ora, prova a scardinare il bunker difensivo isolano con Persichini. Il bomber pometino calcia due volte dal limite dell’area, ma in entrambi i casi alza troppo la mira. I padroni di casa, a metà periodo, replicano con Morrone, il quale calcia leggermente defilato sulla destra, ma Gariti fa buona guardia. Sulla susseguente ribattuta del numero uno rossoblù, Demarcus non riesce a concludere a porta spalancata. Il COS Sarrabus Ogliastra cresce con il passare dei minuti e, a metà frazione, spezza l’equilibrio con lo stesso Demarcus, bravo a girare di testa in fondo al sacco una punizione calciata da Murgia. L’Unipomezia prova a reagire, ma riesce ad andare al tiro soltanto dai diciotto metri: Gemini e Osorio falliscono il bersaglio grosso. La compagine pometina non si dà per vinta e, a metà ripresa, sfiora la marcatura: Persichini calcia a botta sicura, ma De Luca si oppone con il corpo e devia miracolosamente il pallone in corner. Subito dopo gli ogliastrini raddoppiano con Odianose, lesto a risolvere una mischia in piena area di rigore pometina. I rossoblù barcollano, ma non mollano, si riversano a testa bassa in avanti e, cinque minuti prima del novantesimo, accorciano le distanze con Perischini, il quale incastra la sfera sotto l’incrocio dei pali e riapre le sorti della gara. I ragazzi del presidente Valle, a quel punto, producono il massimo sforzo e, nel terzo minuto di recupero, realizzano la rete del pareggio con Osorio. L’ex Maceratese, al rientro dopo aver scontato le tre giornate di squalifica, si accentra dalla sinistra, infila Cutrona dall’interno dell’area e consente alla sua nuova squadra di tornare a casa con un prezioso punto in tasca.
Antonio Gravante
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