




La Svezia chiama. L’Irlanda risponde. La formazione allenata dal binomio Leone-De Paolis continua a schiacciare a fondo il piede sul pedale dell’acceleratore, fa bottino pieno anche contro un generoso Portogallo (3-2) e raggiunge in vetta alla classifica la compagine scandinava. La prima occasione importante della gara si registra al quarto d’ora. A rompere gli indugi sono i biancoverdi con D’Eramo, il quale calcia da posizione defilata e costringe Olivieri a una provvidenziale deviazione in corner. Dal susseguente tiro bandierina, la squadra del nord Europa passa a condurre per merito di Leli, il quale fa valere anche in questa circostanza le sue doti di tiratore scelto, incastra la sfera a fil di palo con una gran botta di destro dal limite dell’area e carica sotto il profilo emotivo i propri compagni. Il Portogallo, due minuti più tardi, prova a replicare con Trabocchini, il quale si fa valere sulla corsia destra, calcia da posizione defilata, ma la sua mira è leggermente imprecisa: la sfera termina sull’esterno della rete. L’Irlanda aumenta gradualmente i giri del proprio motore e sfiora due volte la rete del raddoppio con gli ispiratissimi Leli e Alessandro Del Grosso, i quali costringono l’estremo difensore iberico a fare gli straordinari per tenere la sua squadra in partita. La compagine allenata da Leone-De Paolis, però, continua a conservare in mano il pallino del gioco e timbra per la seconda volta il cartellino con Tarantino, il quale sfrutta al meglio una precisa verticalizzazione di Trionfera, fa passare la sfera sotto le gambe di Olivieri proteso in uscita e iscrive per la prima volta il proprio nome nel registro dei marcatori della competizione amatoriale pometina. Il Portogallo si rimbocca subito le maniche e, un minuto più tardi, accorcia le distanze con Sammarini, il quale capitalizza al massimo una clamorosa defaillance difensiva dei biancoverdi, trafigge con un destro a incrociare Rocchi e consente alla sua squadra di andare al riposo con soltanto una rete di svantaggio. Il settebello allenato da Fioravanti comincia la ripresa con la giusta consapevolezza dei propri mezzi e, dopo pochi minuti dal rientro in campo, completa la rimonta con Mammarella, il quale trasforma un calcio di rigore concesso dall’arbitro per un fallo commesso ai suoi danni da Capone. L’Irlanda, a quel punto, ha una rabbiosa reazione e va tre volte al tiro con D’Eramo e Leli. Il primo costringe Olivieri a compiere due interventi prodigiosi, mentre il secondo colpisce il palo esterno con un gran tiro dai venti metri. Il “settebello” biancoverde, a riprova di un maggior predominio territoriale, sposta nuovamente l’ago della bilancia dalla propria parte con un’autentica prodezza balistica di Alessandro Del Grosso. L’ex calciatore professionista, dopo aver deliziato gli sportivi presenti a bordo campo con una spettacolare rovesciata vincente nella gara d’esordio, dà un ulteriore saggio delle sue indiscusse qualità tecniche, calcia di destro da circa venticinque metri e, con una parabola dalla precisione chirurgica, incastra il pallone sotto l’incrocio dei pali alla sinistra dell’attonito numero uno lusitano. Il Portogallo non si abbatte per l’allungo subito, getta il cuore oltre l’ostacolo e va vicino al pareggio grazie a uno schema applicato su calcio piazzato. Il solito Mammarella serve un assist perfetto per Trabocchini, il quale calcia da distanza ottimale, ma si vede ribattere il tiro a botta sicura da un avversario. Agevolata nel proprio compito dai maggiori spazi concessi dai portoghesi, protesi a testa bassa in avanti alla disperata ricerca della rete del pareggio, l’Irlanda ha due volte la possibilità di chiudere i conti con Capone e Galassi. Il primo fallisce il bersaglio grosso dall’interno dell’area, mentre il secondo si vede ipnotizzare da Olivieri, il quale si oppone con un prodigioso intervento d’istinto e tiene in gioco la propria squadra. Il risultato, però, non cambia nelle battute finali del match. Tarantino e compagni passano di nuovo alla cassa a riscuotere l’intero bottino. Il Portogallo, invece, nonostante gli sforzi profusi soprattutto a cavallo dei due tempi, resta ancora fermo al palo.
Antonio Gravante
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