
Voltare pagina per iniziare a scrivere un capitolo ancora più ambizioso. Dopo due anni di assestamento, utili a prendere le misure della categoria, l’Italdisinfestazioni rompe gli indugi e lancia un segnale chiarissimo a tutta la Serie D in vista della prossima stagione sportiva. La società apriliana ha deciso. E’ arrivato il momento di osare e di puntare assolutamente più in alto. La prima grande novità riguarda la guida tecnica. La panchina è stata ufficialmente affidata a Fabio Sette. Per lui si tratta del debutto assoluto alla guida di una prima squadra, ma la scelta del binomio Margari-Francesca è tutt’altro che una scommessa al buio. Nel successore di mister Tarantino, la società apriliana ha individuato un profilo affamato di successi, preparato e guidato da una passione contagiosa. “Abbiamo ponderato bene la nostra scelta – spiega il presidente Roberto Margari – . Mister Sette non è in cerca di un semplice punto di arrivo, ma un tecnico che ha sposato un progetto a lungo termine basato sul lavoro quotidiano, sullo spirito di sacrificio e sulla centralità del gruppo. Identità, serietà e senso di appartenenza saranno i cardini su cui fonderà la sua gestione”. Se la guida tecnica si rinnova, le fondamenta del club restano invece solidissime. Per pensare in grande, l’Italdisinfestazioni ha scelto di non azzerare il passato, ma di valorizzarlo, confermando in blocco l’asse portante della squadra della scorsa stagione. Una decisione strategica e per nulla di comodo. Si riparte dai protagonisti assoluti dell’ultimo campionato. “Abbiamo deciso di puntare sui giocatori che conoscono a memoria l’ambiente e che hanno dimostrato un grande attaccamento verso la nostra società – aggiunge il presidente Margari – . Il loro entusiasmo sarà fondamentale per trasmettere il DNA del club ai nuovi innesti che andranno ad elevare la caratura tecnica della rosa del prossimo anno”. La società pontina, per il momento, ha rinnovato la fiducia ad Adriano Antolini (classe 1988), Davide Pasquale (1993), Fabrizio Cirilli (1996), Marco Manzini (1996), Lorenzo Mazzocchetti (1997) e Lorenzo Spadano (2002), i quali possono essere definiti come delle pedine inamovibili dello scacchiere dell’Italdisinfestazioni. Il messaggio che filtra dall’ambiente è limpido e non lascia spazio a interpretazioni. I tempi della “salvezza tranquilla” o del semplice “provare a fare bene” sono ufficialmente finiti. L’asticella si è alzata. La piazza ha già percepito l’energia di queste prime mosse e comincia legittimamente a sognare. Con le certezze di ieri e la fame del nuovo allenatore, la società apriliana ha tutte le carte in regola per provare a scrivere un futuro ricco di soddisfazioni.
Antonio Gravante
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