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Il Nettuno si ferma a Itri: sesto stop in campionato

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L’ambiziosa Nuova Itri si rivela in questa stagione la classica bestia nera della matricola Nettuno. Dopo aver perso, tra le mura amiche del “Celestino Masin”, il confronto diretto del girone d’andata, la formazione del presidente Tonino Nocera paga a caro prezzo una rosa falcidiata dagli infortuni, si arrende ai pontini anche nel return-match del basso Lazio (2-1) e si trova costretta a mandare giù il calice amaro della sesta sconfitta in campionato. Capitan Frasca e soci, nonostante il passaggio a vuoto, rimangono saldamente al settimo posto in classifica con trentuno punti all’attivo, frutto di un ruolino di marcia di gran lunga superiore al programma stilato, nel corso dell’estate, dal proprio staff dirigenziale. La gara comincia subito in salita per i verdeblu, i quali passano in svantaggio, al settimo giro di orologio, a seguito di un guizzo vincente di Di Roberto, il quale ricopre al meglio il ruolo di terminale offensivo di una rapida ripartenza, trafigge l’incolpevole Giudice proteso in uscita e fa esplodere di gioia i propri sostenitori presenti in tribuna al Comunale. Sotto di una rete, la compagine tirrenica si rimbocca le maniche, ma riesce a mettere in apprensione il pacchetto arretrato avversario soltanto su alcuni calci piazzati del solito Frasca. Il numero uno pontino Capotosto, però, viene chiamato in causa soltanto per interventi di ordinaria amministrazione. Poco dopo la mezzora, tutto sommato, le due contendenti hanno una ghiotta opportunità a testa per gonfiare la rete avversaria. Il Nettuno sfiora il pareggio, sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, con il generoso Ranieri, il quale pecca di cinismo dall’interno dell’area e spedisce la sfera sul fondo. Un minuto più tardi, invece, è la Nuova Itra ad andare vicinissima al raddoppio con Emma, il quale prova la conclusione dai venti metri, ma esalta i riflessi di Giudice, bravo ad evitare il peggio con una splendida respinta con i pugni. A ridosso dell’intervallo, invece, la squadra di Parisella getta alle ortiche una ghiotta occasione per andare al riposo sul duplice vantaggio: Emma viene fermato fallosamente in area dall’esperto Ranieri e si procura un penalty. Ad incaricarsi della trasformazione del tiro dagli undici metri è Di Roberto. L’autore della rete del momentaneo vantaggio pontino opta per una conclusione di giustezza, ma Giudice non si lascia sorprendere, blocca la sfera e permette alla sua squadra di rimanere in partita. La ripresa, invece, sale ulteriormente di tono, merito in particolar modo del Nettuno, che rientra dagli spogliatoi animato da una grande voglia di rivalsa. Le due contendenti, taccuino alla mano, in fase di finalizzazione della manovra, si affidano in particolar modo alle conclusioni da fuori area. I generosi Emma e Di Paola tra le fila pontine e i soliti Frasca e Porcari per i verdeblu, però, non riescono a far valere le proprie doti di tiratori scelti. La squadra di Catanzani, pungolata nell’orgoglio, non demorde e a dieci minuti dalla conclusione si crea i presupposti per pareggiare con il binomio Tell-Cassandra. L’esterno basso si fa valere sulla corsia destra e crossa al centro dell’area un invitante pallone per l’attaccante, il quale calcia a botta sicura, elude l’intervento di Capotosto, ma si vede negare la gioia del gol da Acconciagioco, bravo a sventare la minaccia nei pressi della linea di porta. Un giro di lancette più tardi, invece, la Nuova Itri mette una seria ipoteca sulla conquista dei tre punti in palio con Di Roberto, il quale finalizza da pochi passi una perentoria azione personale di Emma, firma la doppietta personale e si fa perdonare dai propri sostenitori dell’errore dal dischetto commesso in chiusura di primo tempo. La compagine allenata da Parisella, centoventi secondi più tardi, rimane in dieci per l’espulsione di Calemme, allontanato dall’arbitro per doppia ammonizione. Il Nettuno, a quel punto, si riversa a pieno organico nella metà campo pontina e sfiora la marcatura con Tell, il quale calcia di prima intenzione in porta, ma trova la provvidenziale respinta di Capotosto, abile nella circostanza a rifugiarsi in angolo. Sugli sviluppi del susseguente tiro dalla bandierina, i verdeblu reclamano un penalty per un fallo di mano commesso in area da Mastroianni, ma il signor Funari di Roma non ravvisa gli estremi per l’assegnazione della massima punizione. La squadra di Catanzani, piuttosto contrariata per tale decisione, continua a gettare il cuore oltre l’ostacolo e dimezza le distanze con Salvini, abile a ribadire in fondo al sacco una conclusione di Frasca respinta da Capotosto. Nelle ultime battute del match, non avendo in pratica alternative, il Nettuno si spinge a testa bassa in avanti alla disperata ricerca della rete del pareggio, ma la Nuova Itri fa buona guardia e, al triplice fischio, passa alla cassa a riscuotere l’intera posta in palio, fondamentale per confermarsi seconda forza del girone, a pari merito con il Serpentara, con soltanto quattro lunghezze di ritardo dal lanciatissimo Colleferro.

Antonio Gravante

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