

Una sfortunata autorete di Dudù, in apertura di ripresa, si rivela fatale alla Fortitudo Pomezia nella settima giornata di campionato. La formazione rossoblù paga dazio sul parquet del Pala Del Mauro, si inchina di misura alla Sandro Abate (1-0) e incassa la quarta sconfitta consecutiva, la prima sotto la gestione Grassi e le successive tre con mister Nuccorini al timone. Il passaggio a vuoto di Avellino, classifica alla mano, pesa come un macigno: capitan Molitierno e compagni, a seguito della concomitante vittoria esterna della Vinumitaly Petrarca sul campo del Defender Giovinazzo, subiscono il sorpasso dei veneti e scivolano mestamente all’ultimo posto con soltanto due punti all’attivo. La gara comincia su ritmi piuttosto blandi: le difese hanno vita facile a presidiare al meglio la propria metà campo. Il primo squillo è di marca pometina: Molitierno calcia direttamente in porta e, sotto lo sguardo attento di Bellobuono, scheggia la parte alta della traversa. Il quintetto rossoblù, poco più tardi, ha una buona chance per spezzare l’equilibrio di rimessa: Murilo, dopo una bella combinazione con Barra, calcia da posizione defilata, la sfera danza sulla linea di porta prima del tempestivo rinvio di Everton, bravo a sbrogliare una situazione piuttosto delicata. Gli irpini crescono con il passare dei minuti e, a metà frazione, sfiorano la marcatura con Alex, il quale colpisce in pieno la trasversale con una gran botta dalla corsia destra. La Fortitudo Pomezia, qualche giro di orologio più tardi, pareggia il computo dei legni colpiti con Dudù, il quale coglie in pieno l’incrocio dei pali con una splendida conclusione dai dieci metri. Le ultime fasi del primo tempo risultano piuttosto combattute, ma il risultato non si sblocca: biancoverdi e rossoblù vanno al riposo sul parziale di 0-0. La Sandro Abate comincia la ripresa con il piglio giusto e, al quinto minuto, passa a condurre in maniera fortunosa: Grasso prova a servire il meglio piazzato Everton, sulla traiettoria si inserisce Dudù, il quale devia, suo malgrado, il pallone alle spalle di Molitierno e realizza la più classica delle autoreti. Il quintetto campano controlla la sterile reazione dei rossoblù e, al minuto numero dodici, va vicinissimo al raddoppio con Galletto, il quale calcia di collo pieno dal limite dell’area, ma esalta i riflessi di Molitierno, bravissimo ad alzare la sfera sopra la traversa. La Fortitudo Pomezia, a poco più di tre minuti dalla fine del match, impiega Cutrupi come quinto di movimento nella speranza di acciuffare il pareggio. I rossoblù rischiano di capitolare per la seconda volta sulle conclusioni imprecise da oltre la metà del campo di Bellobuono ed Everton, ma poi gettano alle ortiche una chiara occasione da gol a ventidue secondi dal definitivo suono della sirena. Il solito Taborda prova a caricarsi i propri compagni sulle spalle, si districa palla al piede sulla trequarti campo e calcia di sinistro: Bellobuono non riesce ad intervenire, ma Cutrupi non riesce a piazzare la stoccata vincente nei pressi del secondo palo. La Sandro Abate tira un lungo sospiro di sollievo per via dello scampato pericolo e passa alla cassa a riscuotere tre punti di platino, mentre la squadra di Nuccorini manda giù il boccone amaro dell’ennesima sconfitta consecutiva e dell’ultimo posto in classifica.
Antonio Gravante
© RIPRODUZIONE RISERVATA


















































