

Una giornata no. Una sconfitta che non ammette repliche. Dopo aver collezionato tre vittorie di fila e fatto tre vittime illustri come Trastevere, Unipomezia e la capolista Sarnese, la matricola Aranova solleva bruscamente il piede dal pedale dell’acceleratore, incassa nell’anticipo della decima giornata una pesante sconfitta per mano di una quadrata e motivatissima Afragolese (4-1) e rimane ferma a quota quindici punti in classifica. La formazione campana ha un buon approccio alla gara, ritrova la giusta concretezza in fase offensiva smarrita nella tana dell’Anzio Calcio e impiega soltanto un tempo per mettere una seria ipoteca sulla conquista dell’intera posta in palio. I ragazzi di mister D’Angelo sbloccano il punteggio al minuto numero ventiquattro per merito di Filippini, il quale disegna una splendida parabola su calcio piazzato e incastra la sfera sotto l’incrocio dei pali alla sinistra di Attinelli. Galvanizzata nel morale, l’Afragolese continua a spingersi in avanti e, tre giri di lancette dopo la mezz’ora, concede il bis con Cascio, il quale sfrutta al meglio un passaggio in profondità di Maiorano, elude la marcatura sia di capitan Pucci che di Darini e fa centro con un preciso rasoterra. L’Aranova accusa il colpo sotto il profilo emotivo e, poco più tardi, raccoglie per la terza volta il pallone in fondo al proprio sacco. A griffare la terza rete partenopea è Kargbo, il quale si accentra dalla corsia sinistra, entra minaccioso in area, infila Attinelli con un gran tiro a incrociare e permette ai propri compagni di andare al riposo con la preziosa dote di tre reti di vantaggio. La squadra di Scarfini, nella ripresa, si rimbocca le maniche e, al quarto d’ora, accorcia le distanze per merito di Sorrentino. Il centravanti sfrutta al meglio un rimpallo favorevole tra Germoni e Cacciapuoti, realizza da pochi passi una delle reti più agevoli della sua carriera e riapre le sorti della gara. L’Afragolese, però, non si abbatte per il gol subito, riordina immediatamente le idee e allunga nuovamente le distanze con Ferrara, bravo a infilare Attinelli con un preciso sinistro a incrociare dall’interno dell’area e a spegnere definitivamente le speranze di rimonta dei ragazzi del presidente Schiavi.
Antonio Gravante
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