Un fantastico exploit. Il rinnovatissimo Anziolavinio comincia con il classico botto la nuova stagione sportiva. La formazione neroniana, a dispetto dei pronostici della vigilia, piega alla lotteria dei calci di rigore la resistenza della blasonata Viterbese Castrense (5-4) e, per la gioia dei propri sostenitori, accede al tabellone principale di Coppa Italia. Dopo le numerose traversie estive, dunque, il sodalizio del presidente Rizzaro dà letteralmente un calcio a un periodo piuttosto delicato e, in virtù di tale risultato, arriva con il morale alto alla prima di campionato con la Cynthia 1920. Mister Alvardi, come preventivato alla vigilia, si affida al 4-3-3 e propone in avanti dal primo minuto il tridente composto da Drago, Billi e Simeoli. Il trainer gialloblu, Attilio Gregori, invece, risponde con un 4-4-2 con Pippi e l’ex Akragas Saraniti con il compito di finalizzare la manovra di squadra. La prima occasione degna di nota della gara è della compagine dell’Alto Lazio. L’esperto Scardala prova la conclusione da fuori area, ma sbaglia la mira e spedisce la sfera di poco a lato della porta neroniana. Cinque minuti più tardi, i gialloblu hanno una buona chance con Pacciardi, il quale calcia di sinistro dall’interno dell’area, ma non crea alcun problema all’attento Rizzaro. Il numero uno tirrenico blocca la sfera con sicurezza. Nella fase centrale del tempo, l’Anziolavinio alza il ritmo e mette due volte i brividi agli avversari con Billi e Drago, i quali costringono Fadda a fare gli straordinari per conservare inviolata la propria porta. L’ultima emozione della frazione d’apertura è della Viterbese Castrense. L’esperto Pippi, sugli sviluppi di un corner dalla destra di Giannone, si esibisce in una spettacolare rovesciata, ma spedisce la sfera di poco sopra la traversa. La ripresa, invece, comincia sotto il segno dell’Anziolavinio. Dopo quattro giri di lancette dal rientro in campo, la formazione di Alvardi passa a condurre per merito di Succi, il quale sblocca il punteggio con un gran destro da fuori area. L’attonito Fadda non può fare altro che raccogliere la sfera in fondo al sacco. La squadra allenata da Gregori, poco più tardi, sfiora la parità su calcio da fermo. Lo specialista Giannone costringe Rizzaro a una provvidenziale deviazione in angolo. Animata da una grande voglia di riscatto, la Viterbese Castrense continua a spingersi generosamente in avanti e, a metà frazione, perviene al pareggio con Pippi, abile a trasformare un penalty concesso dall’arbitro per un vistoso fallo di mano commesso in piena area da Fioravanti su tiro di Pero Nulli. A quindici minuti dal termine, l’Anziolavinio si complica i propri piani: Petricca rimedia il secondo cartellino giallo e costringe i propri compagni a giocare le restanti fasi del match in dieci contro undici. Nonostante l’inferiorità numerica, la compagine biancazzurra tiene molto bene il campo, non corre alcun pericolo e, di conseguenza, arriva al triplice fischio in tutta tranquillità. Le due contendenti, come da regolamento, si giocano la qualificazione al turno successivo dagli undici metri. Decisivi ai fini della qualificazione sono gli ultimi rigori. Prima Mortaroli trafigge Fadda, mentre Federici si vede negare la gioia del gol dalla traversa e, di fatto, consente ai neroniani di far esplodere tutta la loro gioia per aver centrato, al contrario dei pronostici della vigilia, uno storico passaggio del turno.
Antonio Gravante
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