


Lotta con il coltello tra i denti, va sotto nel punteggio a causa di una deviazione fortuita, trova la forza di rimontare in pieno recupero, ma alla fine si inchina all’amaro verdetto della lotteria dei calci di rigore. Si chiude con tantissimo orgoglio e un pizzico di rammarico il primo vero banco di prova tra i professionisti per l’Ostiamare, costretta a issare bandiera bianca dal dischetto di fronte al Latina (4-1). I ragazzi del confermatissimo mister David D’Antoni, reduci dalla trionfale cavalcata vincente dello scorso anno in Serie D, hanno dimostrato di non sentire affatto il peso della nuova categoria, giocando a viso aperto e mettendo seriamente in difficoltà i nerazzurri per gran parte del match. L’avvio della gara è di marca biancoviola. Il più propositivo è D’Andrea, il quale prima impegna subito Mastrantonio, poi non inquadra di poco lo specchio della porta con un delizioso pallonetto. L’Ostiamare morde le caviglie ai rivali di turno e crea occasioni, mentre il Latina prova a rispondere affidandosi a Sylla e Lipani, trovando però sulla sua strada un’attenta difesa rivale e un super Vertua, bravissimo a ridosso dell’intervallo a respingere un’insidiosa conclusione dal limite dell’area di Lipani. La prima parte della ripresa risulta piuttosto combattuta. Il Latina va vicinissimo alla marcatura a metà tempo: De Cristofaro libera Porro in area, ma Vertua si supera con un intervento decisivo. La sfida del “Francioni”, cronometro alla mano, si sblocca al minuto numero settantotto. La formazione pontina passa a condurre in maniera piuttosto fortunosa: il neoentrato Sussi lascia partire una conclusione dalla distanza e sorprende Vertua complice una deviazione di un giocatore posizionato in piena area di rigore: il pallone carambola prima sul palo più lontano e poi termina in fondo al sacco. Sembra la mazzata definitiva, ma l’anima della compagine lidense si vede proprio nel momento peggiore. L’Ostiamare non ci sta, si riversa a testa bassa in avanti e, nel secondo giro di orologio dell’extra-time, si procura un calcio di rigore sacrosanto. Dal dischetto Parigini è glaciale, spiazza con un’esecuzione perfetta Mastrantonio, ristabilisce l’equilibrio in campo e rimanda l’esito del match ai tiri dal dischetto. Dagli undici metri la stanchezza e la tensione giocano un brutto scherzo all’Ostiamare: gli errori di Gerbaudo, Vianni e D’Andrea condannano i biancoviola, mentre il Latina si dimostra infallibile trasformando tre rigori su tre con Baez, Gagliano e De Cristofaro. La formazione di Volpe sorride e conquista il pass per il secondo turno di Coppa Italia, ma dallo stadio “Francioni” esce un’Ostiamare consapevole della propria forza: gioco, carattere e tenuta mentale ci sono già. Il viaggio tra i professionisti, risultato a parte, è cominciato sotto i migliori auspici.
Antonio Gravante
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