

Il pareggio ottenuto nel turno precedente contro l’Ariccia rappresenta l’unica sbavatura di un cammino praticamente perfetto. La capolista Fregene mette al tappeto anche la Pescatori Ostia (3-1), colleziona la vittoria numero otto in nove giornate di campionato disputate e continua a conservare inalterato un discreto margine di vantaggio nei confronti del terzetto composto da Lupa Frascati, Pro Calcio Cecchina e Cisterna, tutte e tre vittoriose contro le rispettive rivali di turno. La compagine del Borghetto, invece, incassa il quinto stop e scivola al quartultimo posto a pari merito con altre quattro squadre. I gialloverdi cominciano la gara con il piglio giusto, si fanno preferire ai padroni di casa e, dopo otto giri di lancette, passano a condurre per merito di Gigliotti, lesto a risolvere nel migliore dei modi un concitato batti e ribatti in piena area di rigore fiumicinense. La Pescatori Ostia, sulle ali dell’entusiasmo, continua a rispettare alla lettera le direttive dalla panchina, presidia in maniera impeccabile la propria metà campo e, poco dopo la mezz’ora, va vicinissima al raddoppio con Brugi, il quale si vede negare la gioia del gol dalla traversa. La capolista, con grande cinismo, applica due minuti più tardi alla lettera la famosa legge non scritta del calcio “gol mangiato, gol subito” e perviene al pareggio con il bomber Di Pilato, il quale trafigge Pelli con un chirurgico destro rasoterra a seguito di un preciso passaggio di Cardiero. Mister Di Giulio, durante l’intervallo, ridisegna la propria squadra ed effettua tre cambi mirati: dentro Cotani, Cesi e Selvadagi, fuori Pizarro, Gigliotti e Saba. La prima parte della ripresa risulta piuttosto combattuta. Le difese vincono nettamente il confronto a distanza con gli avanti rivali. Come avviene di solito dall’inizio della stagione, la capolista nel momento topico del match fa leva su un’ottima condizione atletica e avanza il baricentro grazie al prezioso apporto dei centrocampisti, bravissimi a fare da raccordo tra la linea di difesa e l’attacco. L’episodio chiave, tutto sommato, si registra al minuto numero venti. La Pescatori Ostia rimane in dieci per l’espulsione di Castelluccio, allontanato dall’arbitro per aver commesso un brutto fallo ai danni del neoentrato Alessio Davì. Agevolata nel proprio compito dalla superiorità numerica, la formazione di mister Natalini si spinge in avanti con maggiore regolarità e, intorno alla mezz’ora, ribalta del tutto il risultato a proprio favore con Zambrini, il quale sfrutta al meglio un assist di Di Vilio, infila l’incolpevole Pelli dall’interno dell’area e carica sotto il profilo emotivo i propri compagni. Galvanizzato nel morale, il Fregene allunga nel punteggio, due minuti più tardi, al termine di una rapida ripartenza. L’azione parte da una bella combinazione imbastita dal binomio Vissani-Cardiero sulla corsia destra, poi il pallone arriva a Di Pilato, il quale guadagna il fondo del campo e crossa alla perfezione nei pressi del secondo palo per l’accorrente Zambrini. Il centrocampista fa centro da pochi passi, firma la doppietta personale e mette una seria ipoteca sulla conquista dei tre punti in palio da parte della sua squadra. La formazione del presidente Barnabei, negli ultimi giri di orologio, amministra senza soverchie difficoltà il duplice vantaggio, colleziona la quinta vittoria su altrettante gare disputate tra le mura amiche dello stadio “Paglialunga” e legittima di ricoprire con pieno merito il ruolo di battistrada. La Pescatori Ostia, di riflesso, esce dal campo a mani vuote, ma decisamente a testa alta per aver dato del filo da torcere, soprattutto nel primo tempo, all’incontrastata capolista del girone.
Antonio Gravante
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