

Sette gare esterne di campionato. Altrettante vittorie. La lanciatissima capolista Ostiamare sbriga in scioltezza anche la pratica Chieti (1-3), prosegue il cammino perfetto lontano dalle mura amiche dell’Anco Marzio e, a seguito della concomitante vittoria del Teramo sull’Ancona nel big-match della tredicesima giornata, incrementa a sei lunghezze il vantaggio sull’immediata inseguitrice. La capolista prende subito in mano le redini del gioco grazie all’ottimo lavoro svolto dal pacchetto mediano e, a riprova di una marcata supremazia territoriale, sblocca il punteggio al minuto numero diciotto per merito di Spinosa. L’ex centrocampista del Guidonia Montecelio arma il mancino da fuori area e trafigge Zanin con un diagonale dalla precisione chirurgica. La sfera si insacca nei pressi del palo più lontano. Il Chieti, poco più tardi, prova a replicare con De Souza. L’attaccante neroverde, però, fallisce di tanto il bersaglio grosso. L’Ostiamare, poco prima della mezz’ora, mette i brividi agli abruzzesi con una bella combinazione imbastita dai due attaccanti: Badje favorisce l’inserimento di Vianni, il quale entra minaccioso in area, ma si allunga leggermente il pallone e consente a Zanin di sbrogliare una situazione delicata con una perfetta uscita bassa. La compagine lidense non molla la presa e, in chiusura di tempo, sfiora il raddoppio con Vianni, il quale calcia da posizione leggermente defilata, ma il portiere di casa risponde presente ed evita il peggio con una provvidenziale respinta dal medio coefficiente di difficoltà. Tale episodio, tutto sommato, fa da preludio alla seconda marcatura biancoviola. A iscrivere il proprio nome a referto è Piroli. Il capitano capitalizza al massimo una punizione, dalla zona mediana del campo, scodellata nel cuore dell’area da Buono, incastra la sfera sotto l’incrocio dei pali e permette ai propri compagni di guadagnare la via degli spogliatoi con la rassicurante dote di due reti di vantaggio. Il canovaccio della partita non cambia nella ripresa. La formazione allenata da mister D’Antoni gestisce con piglio autoritario il duplice vantaggio. Il Chieti, pungolato nell’orgoglio, prova a riaprire la gara con De Souza. L’esperta punta si districa al meglio nei pressi del limite dell’area e indirizza la sfera sotto l’incrocio dei pali, ma Vertua non si lascia cogliere di sorpresa, si distende in tuffo e conserva inviolata la propria porta. La compagine teatina, poco più tardi, mette nuovamente i brividi ai lidensi con Guerriero, il quale si fa valere per vie centrali e calcia di sinistro appena arrivato in zona di tiro, ma trova l’opposizione di Vertua, bravo a rifugiarsi in angolo. La capolista, nel momento topico del match, alza nuovamente il ritmo e, sette minuti dopo la mezz’ora, cala il tris con Chris Gueye, il quale si procura e trasforma con un’esecuzione perfetta un calcio di rigore. La formazione abruzzese chiude generosamente la gara in avanti e, in pieno extra-time, si toglie la parziale soddisfazione di realizzare quantomeno la rete della bandiera con Cascio, il quale gira in fondo al sacco un preciso cross di Allessi e consente alla sua squadra di uscire dal campo con un passivo meno pesante.
Antonio Gravante
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