


Tre punti di platino. Sfoderando una prova collettiva maiuscola sotto il profilo del gioco, l’Unipomezia sfrutta al meglio il fattore campo contro l’ambizioso L’Aquila (3-1), torna a fare bottino pieno tra le mura amiche del Comunale a distanza di oltre tre mesi e rialza le proprie quotazioni di riconferma diretta nella categoria. La squadra del presidente Valle aggancia al dodicesimo posto il Sora, reduce a sua volta dal pareggio a occhiali con l’ex capolista Ostiamare, e dimostra contro un’avversaria di notevole caratura tecnica di avere le credenziali per disputare un finale di stagione in perfetta linea con i programmi societari. Dopo una prima parte di gara favorevole agli abruzzesi, l’Unipomezia sblocca il punteggio con Buchel. L’esperto centrocampista dà un’ulteriore dimostrazione delle sue acclarate qualità di tiratore scelto, incastra la sfera sotto l’incrocio dei pali più lontano con un chirurgico sinistro dal limite dell’area e dà un brutto dispiacere alla sua ex squadra. La compagine abruzzese, sei minuti dopo la mezz’ora, mette i brividi rivali di turno su calcio piazzato: Carella indirizza la sfera nell’angolino basso, ma Gariti con un prodigioso intervento in tuffo si rifugia in corner. L’Aquila, sul susseguente tiro dalla bandierina, rimette le cose a posto con Di Renzo, il quale iscrive il proprio nome a referto con un gran destro dai diciotto metri. L’Unipomezia parte forte nella ripresa e, al secondo giro di orologio, passa nuovamente in vantaggio. Il bomber Persichini calcia di collo pieno dal limite dell’area, Michelin si oppone con un intervento in tuffo, ma poi la sfera arriva dalle parti di D’Alessandris, il quale raddoppia con un preciso tiro a incrociare da posizione defilata. La squadra di Casciotti, quattro minuti più tardi, cala il tris con una prodezza balistica di De Santis. Il difensore centrale nota Michelin troppo fuori dai pali, calcia da circa sessanta metri, deposita la sfera in fondo al sacco e realizza la rete più bella della sua illustre carriera. L’Unipomezia, sulle ali dell’entusiasmo, gestisce al meglio il duplice vantaggio nei restanti minuti ancora da giocare, fa una vittima illustre e acquisisce una maggiore fiducia nei propri mezzi, fondamentale per sbaragliare un’agguerrita concorrenza e ottenere la riconferma diretta nel massimo proscenio calcistico dilettantistico.
Antonio Gravante
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