

Tre punti d’oro e un considerevole balzo avanti in classifica. La Pescatori Ostia sfrutta al meglio il fattore campo nello scontro diretto con il Nettuno (2-1), riprende la retta via dopo il passaggio a vuoto accusato nel turno precedente sul rettangolo di gioco dell’Atletico Latina e rialza in maniera esponenziale le proprie quotazioni stagionali. La formazione del Borghetto, in soli novanta minuti, balza dal dodicesimo al nono posto e dimostra di avere tutte le carte in regola per attestarsi in pianta stabile nella classica parte sinistra della graduatoria. La squadra verdeblù, di contro, rimanda a data da destinarsi l’appuntamento con il primo risultato utile lontano dalle mura amiche del “De Franceschi”, incassa la quarta sconfitta esterna consecutiva e, a seguito della concomitante vittoria all’inglese ottenuta dal Rodolfo Morandi con il fanalino di coda Monte San Biagio, scivola al penultimo posto. I gialloverdi cominciano la gara con il piglio giusto e imbastiscono la prima azione importante a seguito di un bellissimo cambio di fronte: Cotani, dall’out di sinistra, serve sul versante opposto Rei, il quale si accentra, salta Caronti nel cuore dell’area e calcia di sinistro. L’attento Perna, ben piazzato tra i pali, blocca il pallone con una presa sicura. I capitolini continuano a spingersi in avanti e mettono i brividi agli avversari con Pizarro, il quale riceve palla da un ispirato Cotani e tanta la conclusione in corsa da posizione defilata: il pallone si infrange sull’esterno della rete. La squadra di mister Di Giulio, al terzo tentativo, sblocca il punteggio grazie a Gigliotti (classe 2007), il quale iscrive il proprio nome nel registro dei marcatori con un preciso diagonale, costringe Perna a raccogliere il pallone in fondo al sacco e fa esplodere di gioia il discreto pubblico lidense presente in tribuna al “Ginevra Tortolano”. Il Nettuno fatica a ingranare la marcia giusta e, nei restanti due terzi del primo tempo, riesce soltanto in un’occasione a portare un vero e proprio assalto alla porta rivale con Di Carlo, il quale si coordina alla perfezione sugli sviluppi di un cross di Ruggieri, ma si vede negare la gioia del gol da Pelli, bravo ad evitare il peggio con un intervento di puro istinto. La ripresa prosegue sulla falsariga del primo tempo. Il ritmo rimane piuttosto basso a tutto vantaggio della Pescatori Ostia, che continua a gestire una rete di vantaggio. Il Nettuno, al quarto d’ora, fa del cinismo la sua dote principale e rimette le cose a posto con Di Carlo, il quale intercetta un passaggio per vie orizzontali tra due difensori lidensi, intercetta il pallone sulla trequarti campo, entra in area e infila l’incolpevole Pelli con una precisa conclusione dal basso in alto. La Pescatori Ostia, consapevole dell’importanza della posta in palio, prova a giocarsi al meglio le proprie chance nel momento topico del match. Mister Di Giulio, con grande acume tattico, ridisegna la propria squadra e si affida in particolar modo su Selvadagi, il quale torna a disposizione dopo un lungo stop per infortunio. La sua scelta, tutto sommato, si rivela azzeccata. La formazione del Borghetto si mostra più propositiva e, alla mezz’ora esatta, realizza la rete della vittoria proprio con Selvadagi, il quale indossa le vesti di match-winner con una splendida rovesciata a seguito di un chirurgico cross di Rei, debutta nel migliore dei modi nel campionato di Promozione e si rileva una nuova importante freccia a disposizione dell’arco di mister Di Giulio. Il Nettuno, nei restanti minuti ancora da giocare, avanza il baricentro, ma manca di precisione nell’ultimo passaggio e non riesce mai ad impensierire Pelli. La Pescatori Ostia, dunque, centra la seconda vittoria di fila casalinga e, dopo un periodo a corrente alternata sotto il profilo dei risultati, si attesta in una posizione di classifica decisamente più consona alle proprie potenzialità. La squadra verdeblù, invece, incassa il quinto stop su otto giornate disputate e, a dispetto dei buoni propositi di inizio stagione, continua a navigare nelle acque basse della classifica.
Antonio Gravante
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