

Una spartizione della posta casalinga che pesa come un macigno in chiave promozione. Dopo aver occupato per ventuno giornate di fila la vetta della classifica, grazie a un ruolino di marcia di quindici vittorie, quattro pareggi e due sconfitte, l’Ostiamare conquista un punto in rimonta nel big-match con l’Atletico Ascoli (2-2) e, in soli novanta minuti, scivola dal primo al terzo posto in classifica. La squadra di mister D’Antoni subisce il sorpasso dell’Ancona e del Teramo, vittoriose rispettivamente davanti ai propri sostenitori sul Castelfidardo e sulla Vigor Senigallia e, per forza di cose, si trova costretta a ricoprire il ruolo di inseguitrice. I lidensi hanno un ottimo approccio alla gara e provano subito a spezzare l’equilibrio con Orfano, il quale indirizza la sfera nell’angolino basso, ma Di Giorgio, ex di turno, si distende in tuffo e conserva inviolata la propria porta. L’Ostiamare continua a fare la partita e, a metà periodo, si procura un calcio di rigore per merito di Lazzeri, alla duecentesima presenza in biancoviola, il quale viene steso in piena area dall’estremo difensore rivale. Sul dischetto si presenta lo specialista Spinosa, il quale deposita il pallone in fondo al sacco e trova il classico bandolo della matassa di una gara piuttosto combattuta. L’Atletico Ascoli, in chiusura di tempo, trova la forza per piazzare un micidiale uno-due e ribaltare il punteggio a proprio favore. A griffare la rete del pareggio è Sardo, altro ex di turno, bravo a ricoprire il ruolo di terminale offensivo di un rapido contropiede. I capitolini contestano in massa tale marcatura per un presunto fallo commesso ai danni di Spinosa, ma l’arbitro non è dello stesso parere, convalida la marcatura e fa riprendere il gioco dal centro del campo. Galvanizzata nel morale, la compagine marchigiana, a ridosso dell’intervallo, timbra per la seconda volta il cartellino con Fargione, lesto a sfruttare al massimo un assist dello stesso Sardo, infilare dall’interno dell’area l’incolpevole Vertua e permettere alla propria squadra di guadagnare la via degli spogliatoi avanti nel punteggio. L’Ostiamare comincia la ripresa animata da una grande voglia di rivalsa, si spinge a pieno organico in avanti soprattutto grazie all’inserimento del binomio Ceccarelli-Badje e mette a dura prova la solidità difensiva del pacchetto arretrato bianconero. La formazione di D’Antoni legittima un marcato predominio territoriale al minuto numero trentacinque con Donsah, lesto a capitalizzare al meglio un cross dalla corsia sinistra e a infilare Di Giorgio con un preciso colpo di testa nei pressi del secondo palo. I lidensi non mollano la presa e, poco più tardi, sfiorano il tris con Ceccarelli, il quale costringe Di Giorgio a rifugiarsi in corner con un intervento dall’elevato coefficiente di difficoltà. Sul susseguente tiro dalla bandierina, Badje stacca più in alto di tutti in piena area di rigore, ma la sua incornata di testa si infrange sulla traversa. Poco prima del triplice fischio, la sfida dell’Anco Marzio viene interrotta dall’arbitro per tredici giri di orologio a seguito di un episodio che ha fatto preoccupare i giocatori in campo e gli spettatori presenti in tribuna. Il difensore marchigiano Nonni, dopo un contrasto con un avversario nella propria area di rigore, si è accasciato a terra privo di sensi. I sanitari della Croce Rossa hanno prestato tempestivamente le prime cure del caso, poi il giocatore, pur avendo ripreso conoscenza, è stato trasportato per controlli più accurati in ambulanza all’ospedale Grassi. Successivamente la sfida è ripresa per la disputa degli ultimi minuti di gioco. L’Ostiamare, catechizzata a un maggiore spirito di sacrificio dalla panchina, prova generosamente a fare bottino pieno, ma non riesce a trovare la via del gol, conquista soltanto un punto, subisce il sorpasso del binomio Ancona-Teramo e scivola mestamente sul gradino più basso di un ipotetico podio.
Antonio Gravante
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