

Per la legge dei grandi numeri prima o poi doveva capitare. Dopo aver collezionato nove vittorie consecutive, la capolista Ostiamare alza leggermente il piede dal pedale dell’acceleratore, si fa imporre la spartizione della posta casalinga dal Teramo (0-0) nel big-match della decima giornata e si vede assottigliare di due lunghezze il margine di vantaggio sull’immediata inseguitrice. L’Ancona, infatti, coglie l’occasione al balzo, piega di stretta misura davanti ai propri tifosi la resistenza del Giulianova e si porta a soli tre punti da Spinosa e soci. La squadra di D’Antoni, anche in questa circostanza, sfodera una prova collettiva maiuscola e, soprattutto nel primo tempo, sviluppa una notevole mole di gioco, ma accusa le classiche polveri bagnate e, per la prima volta stagionale, esce dal campo con nessuna rete all’attivo. I biancoviola, sin dalle battute iniziali della partita, si fanno apprezzare per alcune giocate lineari. A dare per primo fuoco alle polveri è Vagnoni, il quale apre troppo il destro dall’interno dell’area e spedisce il pallone sul fondo. Successivamente ci prova Badje a spezzare l’equilibrio. La punta addomestica un lungo lancio dalle retrovie, ma trova la gran risposta di Torregiani. L’Ostiamare, al quarto d’ora, si trova costretta ad effettuare un cambio forzato. Mister D’Antoni perde Vagnoni per infortunio e getta nella mischia Lazzeri. Il copione della gara non cambia. Sono sempre i lidensi a fare la partita. Il bomber Vianni, Felici e Orfano, in rapida successione, trovano sempre i guantoni di Torregiani a negargli la gioia del gol. L’Ostiamare continua a macinare gioco e, negli ultimi dieci minuti, mette due volte in apprensione la retroguardia teramana: Buono tenta la conclusione dalla distanza e costringe Torregiani a una respinta in tuffo, poi Felici calcia in pratica a botta sicura, ma Pietrantonio si sostituisce al proprio portiere, evita il peggio e manda le due squadre negli spogliatoi sul punteggio di partenza. Dopo aver subito per tutta la prima frazione il ritmo imposto dai lidensi, il Teramo prova a scuotersi nella ripresa e si mostra più propositivo. Gli abruzzesi, dopo una manciata di minuti dal rientro in campo dagli spogliatoi, hanno una buona chance in contropiede: Pavone scappa sulla destra, ma poi non centra il bersaglio. La formazione di Pomante, intorno alla mezz’ora, si costruisce una seconda occasione degna di nota con Carpani, il quale cerca il guizzo dal limite dell’area, ma il pallone termina di poco sul fondo. La capolista, nelle battute finali del match, prova a proseguire il cammino perfetto in campionato e si affida in particolar modo alla fisicità di Gueye. L’attaccante riesce ad andare via di forza al diretto marcatore, ma poi non trova lo specchio della porta da buona posizione. L’ultima azione di rilievo della sfida dell’Anco Marzio è di marca lidense: il promettente Felici (classe 2008) cerca di tirare fuori il coniglio dal cilindro, ma la sua rasoiata sibila di un niente a lato dell’incrocio dei pali della porta custodita da Torregiani. Dopo cinque minuti di recupero, il fischietto di Pordenone decreta la fine delle ostilità. L’Ostiamare mette in carniere il ventottesimo punto in campionato, continua a rimanere saldamente in vetta alla classifica ed esce dal campo tra gli applausi dei propri sostenitori per aver disputato una prova collettiva più che positiva per quantità e qualità.
Antonio Gravante
© RIPRODUZIONE RISERVATA


















































