
Una vera e propria beffa. Quando sembrava che avesse saldamente in pugno le redini della gara e stava per pregustare il dolce sapore di una preziosa vittoria esterna, la capolista Ostiamare subisce, nel quarto dei sette minuti di recupero accordati dall’arbitro, il pareggio della Vigor Senigallia (1-1) e si trova costretta a tornare a casa con soltanto un punto in tasca. La squadra allenata da D’Antoni, a seguito di tale risultato, permette al Teramo e all’Ancona, vittoriose rispettivamente fuori casa contro il Chieti e il San Marino, di assottigliare a una sola lunghezza il gap dalla vetta della classifica. La prima frazione risulta piuttosto equilibrata: le occasioni degne di nota si contano tranquillamente sulle dita di una sola mano. Il primo squillo è dei lidensi: Felici, al termine di un pregevole spunto personale, non inquadra il bersaglio grosso. La capolista, poco più tardi, si costruisce una seconda chance importante sempre con Felici, il quale calcia dall’interno dell’area, ma la sua mira risulta imprecisa. La Vigor Senigallia, intorno alla mezz’ora, ha una buona chance con Braconi, il quale vince il duello aereo in piena area con il diretto marcatore, ma la sua girata di testa termina di poco sul fondo. La capolista aumenta vistosamente i giri del proprio motore nel corso della ripresa, esercita un maggior predominio territoriale e si fa apprezzare per alcune giocate corali di pregevole fattura. L’Ostiamare, dopo aver messo in un paio di circostanze in apprensione il pacchetto di difesa marchigiano, passa a condurre con Cardella, bravo a girare in fondo al sacco un preciso cross dalla corsia destra. Lo stesso Cardella, poco prima della mezz’ora, prova a concedere il bis direttamente su punizione, ma Novelli si distende in tuffo, evita il peggio e tiene la sua squadra ancora in partita. La Vigor Senigallia, non avendo in pratica alternative, si spinge a testa bassa nella metà campo lidense e, in piena zona Cesarini, va vicinissima al pareggio, ma Vertua si esalta tra i pali e conserva inviolata la propria porta. La compagine adriatica, tutto sommato, ha il merito di non darsi mai per vinta e, nel quarto minuto di recupero, raddrizza le sorti della gara con il neoentrato Tomba, il quale risolve, con una giocata in acrobazia, un concitato batti e ribatti in piena area di rigore lidense e fa esplodere di gioia i sostenitori marchigiani presenti in tribuna. Nonostante il morale sotto i tacchi per la rimonta subita, l’Ostiamare si rimbocca le maniche, ma non riesce a trovare la via del gol e, tra mille rammarichi, si trova costretta a fare soltanto un piccolo passo avanti in classifica.
Antonio Gravante
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