Niente da fare. Neanche questa volta. Il Nettuno incassa un pesante passivo per mano del Certosa (3-0), colleziona il quarto stop consecutivo in campionato e continua a occupare, con soltanto quattro punti all’attivo, la penultima posizione in classifica generale. La compagine allenata da Russo esercita una lieve supremazia territoriale nella prima parte della gara e, al minuto numero ventuno, apre le danze sugli sviluppi di un calcio d’angolo per merito di Pompili, bravo a trafiggere con un preciso colpo di testa Alfieri. Sbloccato il punteggio, i capitolini tentano di consolidare il vantaggio con Ferri e Dovidio, i quali non inquadrano di poco lo specchio della porta. Il Nettuno prova a replicare ai rivali di turno con Palmigiani, il quale va due volte al tiro, ma in entrambi i casi trova la risposta dell’attento Marini. Il Certosa, in chiusura di tempo, legittima un maggior possesso palla e realizza la rete del raddoppio con una splendida azione manovrata: Soddu, dal cerchio di centrocampo, favorisce l’inserimento sulla sinistra di Dovidio, che a sua volta aggancia benissimo il pallone e crossa nei pressi del secondo palo per l’accorrente Muzzi, il quale fa centro da pochi passi e permette alla sua squadra di indirizzare il match tutto in discesa. I capitolini, all’ottavo minuto della ripresa, sfiorano il tris direttamente su calcio di punizione. Lo specialista Dovidio colpisce la parte alta della traversa. Il Nettuno cala vistosamente con il passare dei minuti e permette ai padroni di casa di gestire senza soverchie difficoltà il duplice vantaggio. Il risultato cambia per la terza volta in pieno recupero. Il Certosa arrotonda il punteggio con Ferri, il quale gira di testa in rete una punizione calciata alla perfezione da Dovidio e mette il classico punto esclamativo sulla quinta vittoria in campionato della sua squadra. La formazione di Fracassa, invece, subisce la quarta sconfitta di fila, la settima per l’esattezza su nove gare di campionato disputate, e continua a ricoprire a malincuore il ruolo di penultima forza del girone.
Antonio Gravante
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